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Il Santuario della
Madonna del Canneto edificato in prossimità
dell'antico porto del Canneto, venne realizzato nel
XII sec.; fu abbattuto dai francesi durante
l'assedio di Gallipoli nel 1502, riedificato due
anni dopo, fu ancora abbattuto e ricostruito nel
1666; ha subito varie manipolazioni e restauri, fino
all'attuale struttura.
Secondo la leggenda la chiesa sarebbe sorta nel
luogo palustre, dove numerose crescevano le canne,
in cui i pescatori avrebbero trovato un'antica icona
della Vergine. Nei pressi della chiesa per secoli,
il 2 luglio, si è tenuta una fiera importantissima
che richiamava gente di ogni parte di Terra
d'Otranto.
La chiesa costruita con conci di tufo della varietà
carparo, ha pianta rettangolare a tre navate, delle
quali la centrale è più alta delle due laterali. Il
prospetto è preceduto da un portico costituito da
tre arcate a tutto sesto, comprese tra quattro pilatri, mentre lateralmente si viluppano due arcate
ogivali, una per lato, comprese tra il pilastro
cantonale ed un altro addossato ai muri perimetrali.
Il piccolo campanile è opera recente.
L'interno della chiesa richiama non poco la
struttura architettonica della cattedrale della
città. La navata centrale ha il tetto a capriate,
con soffitto a lacunari lignei del XVIII sec., con
motivi floreali e ricche cornici dorate, mentre le
navate laterali posseggono volte e crociera, e sono
delimitate, rispetto alla maggiore, da quattro
colonne per parte, che sviluppano tre archi a tutto
sesto per lato. Ricca è la decorazione delle
strutture architettoniche, ove appaiono fregi,
motivi floreali, triglifi
e metope.
Anche se severo il gusto è barocco. Un tempo la
chiesa possedeva tre altari, ora si dota del
maggiore, dietro il quale, in alto, appare un'antica
tela tonda che raffigura il volto mesto e dolce
della Vergine del Canneto.
Altre opere d'arte si possono ammirare al'interno:
un antico busto lapideo di San Nicola, ritrovato
alcuni anni fa,il coro ligneo donato dai Padri
Paolotti, Sant'Antonio da Padova col Bambino Gesù,
un ex voto, in cartapesta, che illustra il miracolo
del Canneto e, sempre in cartapesta, il gruppo della
Visitazione.
Notevole la tela di G.A. Coppola raffigurante Santa
Cristina.
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