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GALLIPOLI: CHIESE E PALAZZI SULLE RIVIERE

Con la controriforma e i rinnovati fervori religiosi sorsero lungo le riviere le chiese-oratorio confraternali. Loro caratteristica costante è la semplicità delle facciate contrapposte alla ricchezza del decoro interno. Le confraternite si sfidavano per l'opera più bella affidandosi ad artigiani locali e non, arredando le loro chiese con quadri acquistati o commissionati appositamente ad artisti di grande fama.
Superato il ponte di accesso al borgo antico, si diramano le riviere, sulla destra affacciata sulla banchina del Porto mercantile inizia la riviera C. Colombo, partendo dalla quale e svoltando quasi subito a sinistra, in via Patitari, dove nell'omonima Corte sorge il cinquecentesco Palazzo Melodia dal portale bugnato, sovrastato da un balcone che sull'arco ripete lo stesso motivo decorativo. Ampio è l'androne dell'edificio, che all'interno è ben conservato e si decora di stuchi e fregi.
Sempre su via Patinari, quasi all'incrocio con via Zacheo, si incontra Corte Rocci caratterizzata da abitazioni borghesi e popolari che riecheggiano i motivi dell'architettura moresca. Corte Rocci è unaCorte Rocci bellissima corte gallipolina ch racchiude gli elementi tipici dello spazio aggregante dall'esterno all'interno a significare la continuità della vita vissuta dentro-fuori dalle mura domestiche con i panni stesi, le nasse lasciate ad asciugare, i vasi odorosi di erbe e fiori, le pile antiche per lavorare, le verdure da pulire e i vecchi di casa a riposare.
Svoltando a sinistra ci si introduce nella Corte San Giuseppe e tornando in via Zacheo si scorge l'Oratorio di San Giuseppe detta anche Chiesa di San Giuseppe "picciccu", cosiddetta per distinguerla dall'altra chiesa di San Giuseppe. Semplice il prospetto della chiesetta che ha due ingressi sovrastati da un finestrone centrale, mentre l'interno è ricco di decorazioni barocche. All'interno la pienezza del soffitto a stucco è volutamente sontuosa rispetto alla semplicità dell'altare, che si innalza con sottili colonne doriche sino al cornicione arricchito dalle due statue.
Oratorio di San GiuseppeAccanto alla chiesa sorge un palazzo del quale è da notare il balcone sorretto da dodici mensoloni, che allegoricamente rappresentano i mesi dell'anno.
Tra via Zacheo e via Incrociata vi è il Palazzo Talamo, esempio di residenza non nobiliare ma prestigiosa. L'eleganza del portale sormontato dalla bifora e le linee sobrie dell'edificio sembrano volerne attenuare la vastità.
Ritornati sulla riviera C. Colombo, percorrendo alcuni passi si giunge in via Roncella ove si ergono costruzioni, di gusto spagnolo, dotate di finestre finemente decorate da parapioggia.
Sempre su via Roncella troviamo il semplice ed elegante Palazzo Zacheo che conserva all'interno sale dai soffitti riccamente affrescati con scene mitologiche ottocentesche.
Ad angolo con via Roncella, sulla riviera, la prima chiesa è quella di San Francesco da Paola o del Santo Padre; fu eretta nel 1621 come oratorio dell'attiguo convento deiPalazzo Talamo PP. Paolotti, convento oggi in degrado, ma ancora attivo fino alla soppressione del 1809.
Il prospetto di questa chiesa, che guarda verso il porto mercantile, è piatto, ed una nota di vivacità si coglie nel semitimpano del portale, timpano che racchiude in una nicchia la statua del Santo, nonchè un finestrone artisticamente incorniciato. L'interno, ad unica navata coperta da una volta a crociera, si dota di sette altari barocchi abbelliti da dipinti del '600 e del '700, tre a destra e quattro a sinistra, nonchè del maggiore, adornato di una grande tela, forse del Catalano, che rappresenta la SS. Trinità e il Transito di San Giuseppe. Il presbiterio è inquadrato da un arco a tutto sesto, finemente decorato da fregi in oro zecchino come i pilastri che lo sorreggono. Il primo altare a destra, è dedicato a San Francesco di Paola. Esso è realizzato in carparo ed è decorato con gusto barocco. Due colonne tortili, con capitelli, lo incorniciano, e lo sovrastano un cornicione e un timpano. Al centro una tela del titolare, realizzata dal Coppola. Il secondo altare è dedicato a San Michele Arcangelo che, realizzato in pietra leccese decorata all'uso barocco, racchiude nel frontone, tra due colonne, la statua dell'Arcangelo, opera di V. Genuino. Il Chiesa San Francesco da Paolaterzo altare di destra appartiene alla Madonna del Pozzo. La mensa è in carparo, il frontone è di legno intagliato e racchiude, al centro, una tela della Vergine con San Francesco e San Rocco, oranti, di autore ignoto. ai due lati del dipinto sei piccoli medaglioni per parte che raffigurano gli Apostoli. Sul lato sinistro di questa chiesa troviamo i seguenti altari: il primo molto semplice, in carparo, è consacrato a San Liborio che è raffigurato dalla grande tela che si attribuisce al Catalano. Il secondo, di fattura analoga al precedente, è dedicato alla Sacra Famiglia, che con san Gioacchino, Sant'Anna e San Spiridione è rappresentata dal grande dipinto centrale che si attribuisce ad un ignoto artista di scuola napoletana. Il terzo altare appartiene alla Vergine del Rosario, che nel frontone ligneo intagliato è rappresentata, probabilmente dal Coppola, in una tela con San Domenico, San Francesco di Sales e San Camillo. Da notare sotto la mensa, una Pietà in cartapesta racchiusa in una teca. Infine il quarto altare, barocco, dedicato a Sant' Apollonia, la cui immagine è rappresentata da una tela centrale. Da notare il grande lampadario in bronzo e cristallo, del XVIII sec., l'orchestra-cantorìa, il grande organo del 1765, e le statue in cartapesta di Giuseppe Manzo, da Lecce, ossia la Madonna della Neve e Sant'elena, e l'Hecce Homo.
Percorrendo un tratto della riviera C. Colombo fino a giungere al bacino di San Giorgio, di fronte al quale si apre via Nizza e dopo un breve tratto si giunge in Largo Bonavoglia, dove particolarmente interessanti appaiono i palazzi seicenteschi, rispettivamente Bonavoglia e Fontanarosa.
Il primo Palazzo Bonavoglia, ha un discreto portale sormontato dall'insegna gentilizia, è realizzato ad angolo retto e si nota per la diversità delle tante mensole parapioggia che sovrastano balconi e finestre. La facciata percorsa dalle agili lesene e il portale tardo settecentesco rimangono un significativo esempio dell'architettura del periodo.
Il secondo Palazzo Fontanarosa, è stato alquanto rimaneggiato nel tempo. Si di una modesta entrata, di finestre e balconi che rendono luminosi gli ambienti interni, che ancora tanto conservano della strutturazione e degli ornamenti originali.
Ritornando sulla riviera il panorama si apre sul mare verso l'Isola di Sant'Andrea con il faro e lo "scoglio dei Piccioni". Da qui la riviera cambia intitolazione e e diviene Riviera N. Sauro, la costa rientra sul Seno della Purità, dal nome dell'omonima Chiesa della Purità, costruita nella metà del '600. La chiesa semplice e lineare nella facciata rivela all'interno una ricchezza inaspettata, intarsi, stucchi, dorature, pareti corredate da tele di grande pregio che nella maggior parte dei casi raffigurano scene bibliche con linee articolate e veementi di grande efficacia figurativa. La chiesa appartiene alla confraternita degli scaricatori di porto.
Proseguendo lungo la riviera si incontra Palazzo Laviano, già già Stevens, a cui si accede da tre portali. Il suo interno è signorilmente decorato da stucchi ed è ricco di cimeli di diverse epoche.
Chiesa San Francesco d'AssisiSuperato il seno della Purità ecco la Chiesa di San Francesco d'Assisi, il cui nucleo primitivo risale, con l'annesso convento, al XIII sec.. La leggenda vuole che la chiesa sia stata eretta per desiderio di San Francesco giunto qui al rientro dalla Terra Santa; all'interno si trovano importanti opere pittoriche.
Continuando sulla riviera si giunge alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli, che è sita tra l'inizio di via Briganti e di via Angeli. La chiesa eretta nella seconda metà del XVII sec., con i contributi della confraternita dei pescatori per volontà del vescovo Montoya de Cardona, ha per dirimpettaia l'Isola di Sant' Andrea che con il suoChiesa Santa Maria degli Angeli moderno faro guida i naviganti. Nella chiesa si accede da due modesti ingressi entrambi sormontati da un timpano, al centro dei quali, in alto, l'immagine della Vergine, in maiolica, che simbolicamente rappresenta la confraternita dei pescatori. All'interno la chiesa è ad una sola navata, che si dota di un altare sul quale si trova una pregevole tela del Coppola, e di pregevoli dipinti che tra l'altro rappresentano le nozze di Cana, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù in disputa con i dottori.
Pochi passi più avanti si incontra la Chiesa del SS. Crocifisso, retta dalla più antica confraternita locale quella dei bottai, un tempo numerosissimi a Gallipoli, che con gli scaricatori di porto e i pescatori erano il popolo d Gallipoli. La confraternita era devota al culto di Gesù Crocifisso e dell'Arcangelo Michele. Il prospetto di questa chiesa, costruita intorno alla metà del XVIII sec. dal maestro Preite di Copertino con le oblazioni dei confratelli, richiama quello della Chiesa della Purità. Ha due ingressi semplicemente incorniciati, sopra i quali, al centro, appare una rappresentazione della Vergine in maiolica. Al Chiesa SS Crocifissocentro del timpano una cornice barocca decorala nicchia dove è collocato un crocifisso in legno. L'interno a sala, si dota di un altare in pietra leccese, decorato con gusto barocco, accoglie la Madonna del Buon Consiglio di scuola napoletana del '600 - '700, al di sopra c'è il dipinto del Crocifisso venerato dai gallipolini e miracolosamente salvato da un devastante incendio del 1814. In questa chiesa si ammirano due statue lignee di San Michele Arcangelo e della Vergine Addolorata, opere del napoletano Sarno. I quattro medaglioni ai lati della chiesa, allusivi all'esaltazione della Croce, sono di autore ignoto.
Contigua alla precedente si trova la Chiesa di San Domenico o del Rosario, che risale al 1517, eretta sull'area di un tempio medioevale dei monaci basiliani. Il prospetto di questa chiesa è leggermente convesso, venne realizzato in carparo e, sia nel primo che nel secondo ordine, si dota di quattro nicchie. Interessante è l'ampio portale, decorato con gusto barocco come le nicchie e le finestre del secondo ordine, che dal primo è scandito da un cornicione. Qui risiede la confraternita del Rosario, fondata nel passata dai sarti gallipolini. L'interno della chiesa, pianta ottagonale, che fu oratorio dell'annesso convento dei PP. Domenicani, è ad unica navata coperta da una volta egregiamente realizzata. Il maggioreChies di San Domenico o del Rosario altare possiede un dipinto della Vergine con San Domenico, di G. D. Catalano, e di notevole interesse appare il grande coro. Ai lati dell'altare due nicchie ospitano le statue di san Tommaso e di San Michele Arcangelo, alle pareti laterali della chiesa, invece, una serie di dipinti allusivi alla vita di San Giuseppe, mentre nel centro della volta sta effigiata la Vergine Assunta, contornata da sei medaglie allusive ai fatti della sua vita. Alcuni dei dieci altari laterali custodiscono importanti opere di G. D. Catalano. La prima cappella a destra rispetto all'altare maggiore è dedicata a Maria Santissima del Rosario, la seconda alla Vergone Addolorata con la tela dell'"Annunciazione" del Catalano (1613), la terza a San Vincenzo, la quarta e la quinta, entrambe opere del Catalano, dedicate rispettivamente a San Tommaso d'Aquino (1610-1615) e alla Passione di Gesù (1610); sulla sinistra la prima cappella è dedicata al Santissimo nome di Gesù, la seconda a San Domenico (1611-1612) del Catalano, la terza a Sant'Irene, la quarta alla SS. Annunziata e la quinta a San Pietro.
Dalla Chiesa del Rosario alla Chiesa delle Anime corre un tratto piuttosto lungo di riviera intitolata a Armando Diaz, lungo il percorso si incontrano case di pescatori linde e modeste; da qui la vista abbraccia il lato sud della costa e la città nuova fino alla Torre del Pizzo, limite sud di Gallipoli.
Chiesa delle AnimeIn via Bosco troviamo i Palazzi del Capitolo (1750), adiacenti, riconoscibili dagli scudi sulle balconate: il gallo della città su uno e sull'altro la mammella di Sant'Agata con la tenaglia, rimangono le loggette chiuse col mignano sul prospetto.
Ritornando sulla riviera, tra l'inizio di via Bosco e via delle Anime sorge la Chiesa delle Anime, della seconda metà del seicento. Essa ha un prospetto molto semplice ma l'interno, ristrutturato nella seconda metà del XVIII sec., è ricco di decorazioni e stucchi. Questa chiesa ad unica navata è illuminata da da sei finestroni, possiede un pavimento in maiolica, un bel pulpito di pietra, un organo seicentesco sul retroprospetto, un pregevole ciborio ligneo del '600. Di buona fattura l'unico altare che si dota di due pregevoli tele che nel 1684 dipinse Giuseppe del Franco: Le Anime del Purgatorio e la SS. Trinità. Questa chiesa, come tutte le altre incontrate sin qui, possiedeCorte Gallo opere d'arte di valore, si possono infatti ammirare lungo le pareti della navata, otto quadri lunettati, che raffigurano scene bibliche, e altri otto piccoli ovali, tutte opere di Liborio Riccio. Tra il 1760-61 Mastro Mercurio realizzò ad intaglio gli scanni, il bancone e le bussole, opere inseguito dorate da Michele Lenti, al quale si attribuiscono le pitture ovali del coro.
Inoltrandosi su via delle Anime fino a via Ribera vale la pena soffermarsi nella bellissima Corte Gallo al cui interno si mostrano un altare con mensola e colonne tortili barocche (forse un'antica porta trasformata in altare), finestre e balconi drappeggiati di reti, ingombri di attrezzi e nasse, scale che salgono al piano superiore della casa: una miscellanea che compone una studiata scenografia; ma è solo la storia di questi luoghi. Dalla parte opposta si apre Corte Sant'Antonio.
Tornati sulla riviera vale la pena dare uno sguardo a Palazzo De Tommasi, che sorge dove via De Tommasi incrocia la riviera A. Diaz. Dalla facciata semplice e austera, questo edificio possiede un lungo cortile che immette nel vico S. Oronzo. Da notare il portale sormontato dallo stemma gentilizio e le finestre del piano terra che si dotano di una cornice do chiaro gusto rinascimentale.

CHIESE E PALAZZI DEL CENTRO STORICO

 

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