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Varie le vicende
storiche di questa chiesa che, secondo la leggenda,
sarebbe stata eretta per desiderio di San Francesco
d'Assisi, giunto nel Salento di ritorno dalla Terra
Santa. L'attuale struttura risale al XVII-XVIII
sec.; cinquecentesco è il campanile e qualche
traccia della costruzione medioevale si trova
nell'antico accesso di via Pasca. Il prospetto, del
1736, ha la parte centrale rientrante e il portale
preceduto da un grande portico riparato ad arco. E'
questa la più antica chiesa di Gallipoli, il cui
interno, a tre navate, si sviluppa su di un'ampia
superficie. Dieci cappelle dotano questa chiesa,
cinque a destra, chiuse, ed altrettante a sinistra,
tra loro comunicanti e coperte di volte. Percorrendo
la chiesa procedendo dall'ingresso, a destra si
trova la Cappella di Sant' Antonio da Padova, con la
statua del titolare che regge il Bambino; la
Cappella di Santa Francesca Romana, con altare in
marmo policromo e statua lignea della Santa; la
terza Cappella contiene una Natività in pietra del
XV sec., di Stefano da Putignano. Sopra questo
presepe un grande organo del 1726. Segue, sul
pilastro, una statua in pietra, del '400, della
Vergine, che appare inginocchiata e in preghiera su
un bassorilievo di Gesù morto, opera in stucco
realizzata nel XVIII sec.. Vi è poi la Cappella
dell'Annunziata, che si dota di un altare e di una
pregevole tela del Catalano che rappresenta la
titolare. Si giunge poi all'ottagonale cappellone
detto del "mal ladrone", realizzato nel 1681 dal
castellano Giuseppe della Cueva, a ricordo dei
soldati spagnoli morti a Gallipoli. Al centro del
cappellone vi era un grande crocifisso ligneo, con
il mal ladrone nel terzo lato dell'ottagono e il
buon ladrone nel sesto. Ma è soprattutto la figura
del mal ladrone che colpisce per la sua disperata e
forte intensità espressiva, che il D'Annunzio definì
di "orrida bellezza". Il mal ladrone (Misma) e il
buon ladrone (Disma) furono realizzati da V.
Genuino. Percorrendo la navata sinistra, partendo
sempre dall'ingresso, si incontra la Cappella di
Sant' Antonio da Padova, dotata di altare e di
decorazioni barocche in stucco. Al centro
dell'altare, del XVIII sec., una statua del Santo
con il Bambino in braccio. La seconda cappella della
navata sinistra è dedicata a Sant'Anna e risale ai
primi anni del '600. Si dota di altare barocco
sormontato da un dipinto del Coppola avente per tema
la "Sacra Famiglia" e delle statue di Sant'Isidoro e
San Francesco di Paola. Al centro, sempre del
Coppola, la tela raffigurante "La Famiglia di
Sant'Anna". La terza Cappella è quella
dell'Immacolata, con un ricco altare seicentesco
dotato di quattro colonne tortili e fastigio, che
contiene una tela raffigurante il Padreterno. Al
centro, in una nicchia, la statua dell'Immacolata,
opera del Genuino, e ai lati le statue più piccole
di autore ignoto, di Sant'Antonio da Padova e e San
Francesco d'Assisi. Segue la barocca Cappella della
Purificazione, che possiede un modesto altare con,
al centro, una pregevole tela del Catalano. Infine
la Cappella del Fonte Battesimale, dal dossale
ligneo e a stucchi bianchi e dorati. A destra la
quattrocentesca statua di San Michele Arcangelo. |