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La Chiesa della Purità
costruita nella seconda metà del '600 con il
consenso di Monsignor Montoja de Cardona, per
ospitare la ricca Confraternita degli scaricatori di
porto fu dedicata a Santa Cristina, compatrona di
Gallipoli, che viene festeggiata dal 24 al 26
luglio. E' questa la festa padronale più sentita dai
gallipolini, che per l'occasione organizzano una
fiera, una gara di barche a remi tipo "gozzo"
intorno all'isola del centro storico, innalzano
l'albero della cuccagna nel porto vecchio, e
organizzano tanti divertimenti tra cui anche lo
spettacolo pirotecnico. La chiesa della Purità
possiede un prospetto molto semplice, costituito dai
pilastri d'angolo e da due ingressi e due finestre
simmetriche. Si adorna di tre maioliche
raffiguranti, al centro la Vergine col Bambino e, ai
lati, San Giuseppe e San Francesco D'Assisi.
L'interno, ad unica navata, sbalordisce per la
ricchezza delle opere sacre e delle decorazioni, per
i fregi e per gli intagli lignei che offrono,
veramente, un autentico trionfo del barocco.
Notevole il pavimento maiolicato e decorato da
arabeschi e motivi floreali, l'ambiente è tutto
illustrato da pitture che rappresentano,
prevalentemente, scene tratte dal Vecchio Testamento
e dai Vangeli. Sulla volta e sulle pareti, grandi
tele del tardo settecento realizzate da Liborio
Riccio e, ancora, personaggi biblici negli
archivolti: Caino, Abele, Abramo si susseguono sugli
archivolti delle finestre e sulla volta le scene
sono dell'Apocalisse. E un tripudio di arte sacra
per i pezzi di ottima fattura realizzati dal
Catalano, dal Coppola, dal Lenti e dai napoletani
Nicolò e Carlo
Malinconico. Il presbiterio è
inquadrato da un arco a tutto sesto, interamente
decorato fin sui pilastri anche da numerosi quadri,
ovviamente di tema sacro. L'altare in marmo
policromo, si dota di una pregevole tela della
Vergine col Bambino tra San Giuseppe e San
Francesco, che si attribuisce a Luca Giordano. Anche
nel presbiterio, a sinistra, l'artistico organo a
canne, giù gli stalli lignei del coro, al centro
della sala il seicentesco lampadario in cristallo, e
poi tante altre opere ancora, tra le quali le statue
di San Biagio, della Madonna della Purità o
Desolata, il martirio di Santa Cristina,
quest'ultima una cartapesta del leccese A. De Lucrezis. Nella sacrestia la settecentesca statua
della Madonna della Croce, di manifattura veneziana.
Non basterebbe lo spazio di cento pagine per
illustrare nel dettaglio questa chiesa, vera
pinacoteca sacra di Gallipoli e dei suoi tanti
artisti. |