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Il borgo antico della
città di Gallipoli è un intrigo di vicoli, corti,
palazzi, chiese e conventi; le esigenze di difesa,
anche dai venti, la scarsa disponibilità di spazio
hanno disegnato un labirinto.
Costruita su uno scoglio piatto e largo, dalla forma
pressoché rotonda, Gallipoli era collegata al
promontorio da una sottile lingua di terra che, a
seconda dei venti e delle maree, lasciava passare i
carri: così nelle cronache. Gli Aragonesi, su
progetto dei Veneziani, fecero tagliare l'istmo ed
edificare un comodo ponte che facilitasse il
passaggio.
La vecchia città non ha perso la sua originale
fisionomia, perché è amata dai suoi abitanti che
vollero e hanno saputo averne cura, anche per i
bellissimi palazzi aristocratici, edificati per lo
più a partire dal '600.
Caratteristici di Gallipoli sono le stradine strette
e le modeste abitazioni che si aprono sui vicoli: è
perlopiù architettura residenziale tra i grandi
palazzi; alcune sono ristrutturazioni e rifacimenti:
un marcapiano o una volta a botte possono rivelare
ricostruzioni su strutture talvolta medioevali.
Le basse abitazioni popolari che si accavallano e si
rincorrono nei vicoli stretti e tortuosi, sono
sicuramente l'aspetto più mediterraneo di Gallipoli.
Le costruzioni sono spontanee, avulse da
preoccupazioni urbanistiche. Sembra che rincorrano
più il soffio dei venti, inseguendo l'ombra e il
sole. Case apparentemente ignare dell'ordine eppure
attente alla prossimità alle altre intorno.
Elemento architettonico tipico è la corte: una sorta
di atrio che anticipa il portone. E' l'esatto
contrario delle case a corte della Grecia Salentina
che hanno una corte interna, oltre l'ingresso: è
quest'ultima la più comune disposizione per gli
spazi abitativi nella provincia salentina. La
inversa disposizione gallipolina lascia spazi
innanzi ad ogni casa, consente e favorisce una
maggiore socialità tipica della gente di mare; gli
abitanti vi sostano nelle pause del lavoro, si
ritrovano nei meriggi caldi; così è
nell'architettura mediterranea, anche di Spagna e
araba.
Un insigne filosofo vissuto nel 1500, il grande
Galateo, così descrive Gallipoli: ".....Due cose vi
sono che possono suscitare ammirazione per le
geniali capacità dell'antico architetto (la gente di
Gallipoli-n.d.r.) che ne è l'autore. Quest'uomo,
chiunque sia stato, considerò che il luogo è esposto
a venti costanti e perciò la rete viaria non
obbedisce a nessuno schema: anzi obbedisce, forse, a
uno schema ottimo e studiato per la sanità degli
abitanti. Soprattutto egli non tracciò diritta
nessuna via che vada da nord a sud secondo la
direzione dello scirocco e della tramontana, che
soffiano più spesso e con estrema violenza, e così
una ne incrocia un'altra, una interrompe
immediatamente l'altra, gira, si curva ad arco;
serpeggia, torna su se stessa, svolta ad angolo
retto ora obliquo; ora corre dritta, ora
trasversalmente, tanto che persino a coloro che vi
abitano da molto tempo risultano complicati i
percorsi tortuosi, aggrovigliati a giravolte delle
vie. In questo modo egli ritenne si potesse vincere
e mitigare la furia dei venti".
Un altro elemento architettonico frequente nella
casa gallipolina è il mignano: un balcone o
loggiato, talvolta aggettante, che sovrasta
l'ingresso della corte; è un derivato
dell'architettura della Roma antica, perpetuato nei
secoli, (prende il nome dal censore Caio Menio, che
nel 318 a.c. lo avrebbe fatto costruire nel Foro per
assistere agli spettacoli).
Particolare diffuso è il parapioggia posto sopra le
finestre: "....il prototipo di parapioggia è
chiaramente la semplice lastra rettangolare composta
da mattoni o altro materiale lapideo tenero posto a
circa 20-25 cm dal bordo superiore dell'apertura. E'
significativa la circostanza che il suo impiego è
confinato quasi esclusivamente, ma non è una regola,
sulle facciate di modeste abitazioni. Il prototipo
si arricchisce poi con una serie di tagli operati
agli angoli fino ad investire il lato lungo che si
anima di curve e controcurve di gusto pienamente
barocco. Questo semplice elemento architettonico
anima e caratterizza non solo le facciate degli
edifici ma pure la spazialità della stessa strada
che assume aspetti sempre diversi col variare delle
ombre proiettate dalla luce diurna.("Dal particolare
alla Città - edilizia architettura urbanistica
nell'area gallipolina in età barocca" M.Cazzato-E.Pindinelli).
Addentrandosi nella città vecchia, oltre ai
bellissimi palazzi nobiliari e alle chiese, nel
meandro di stradine e vicoli, si viene a contatto
con un mondo antico e
suggestivo, ancora integro,
non manomesso dai moderni. Le case sono dipinte
quasi tutte di bianco, alla maniera
arabo-mediterranea; tante le corti, tanti gli
elementi architettonici dei balconi, dei mignani, di
un'architettura che sa coniugare sprazzi di motivi
rinascimentali e barocchi, moreschi e spagnoli, e
l'ambiente popolare non stride accanto alle
costruzioni borghesi e gentilizie. L'irrazionalità
urbanistica qui è originalità, è bellezza
suggestiva, è un tutto a misura d'uomo e ciò lo si
scopre soprattutto oggi, apprezzando intimità e
vicinanze purtroppo ormai desuete.
CHIESE E PALAZZI DEL CENTRO STORICO
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